Bologna, l'Europa per ora non si festeggia: l'obiettivo è la Champions, il sogno arrivare davanti alla Juventus

Bologna, l’Europa per ora non si festeggia: l’obiettivo è la Champions, il sogno arrivare davanti alla Juventus

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Chi considera il pareggio contro l’Udinese un passo falso nella corsa Champions non ha ancora capito di che pasta sia fatto il Bologna di quest’anno. Certo, la fortuna: il tiro di Davis che al 94′ si stampa sul palo e viene ribattuto fuori da Brenner è indubbiamente un aiuto della Mano invisibile. Ma quando, nella storia recente rossoblù, una situazione di svantaggio in inferiorità numerica era stata annullata con tale perentorietà? Ci azzardiamo noi a dirlo: mai.
Il fatto che ora l’obiettivo sia la Champions League è reso più che evidente dal mancato festeggiamento dello storico approdo in Europa, ventidue anni dopo l’ultima apparizione. Né la società né i giocatori (emblematico il caso di Zirkzee, che su Instagram ha citato l’iconica frase di Kobe Bryant: «Il lavoro non è finito») hanno prodotto la minima traccia celebrativa del traguardo matematicamente conquistato, peraltro con ben quattro giornate d’anticipo, sottintendendo così che la vera festa sarà solo per la qualificazione più ‘corposa’: mancano sei punti, da conquistare con tre match in trasferta e uno al Dall’Ara. Nulla che non sia alla portata di questa squadra.
In realtà il vero obiettivo del Bologna si chiama terzo posto, ed è direttamente collegato al distanziamento sulla Roma, che domenica sera affronterà la Juventus, mentre i rossoblù andranno a Torino venerdì. Se gli uomini di Motta battessero il Torino e i giallorossi avessero la meglio sui bianconeri, ecco che il BFC potrebbe ritrovarsi davanti alla Juve già a tre turni dalla fine, con poi l’obbligo di vincere anche a Napoli per presentarsi in vantaggio nel giorno dello scontro diretto, ultima partita casalinga e palcoscenico ideale per celebrare il primo memorabile accesso in Champions League (sessant’anni fa, unica partecipazione dei felsinei, si chiamava ancora Coppa dei Campioni).
A quel punto, però, con due successi su Torino e Napoli, la Champions sarebbe già stata acquisita, e la sfida contro la Vecchia Signora (mai perdente al Dall’Ara dal famoso 3-0 del 29 novembre 1998) diventerebbe la storica occasione per cambiare, almeno in questo campionato, l’ordine delle gerarchie, puntando direttamente alla terza posizione. In ogni caso, il Bologna può permettersi di non fare calcoli, essendo padrone del proprio destino europeo. Nessuna pressione su allenatore e giocatori, solo applausi e sostegno incondizionato.

Luca Baccolini

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Foto: bolognafc.it