Senza torti arbitrali e qualche piccolo inciampo, Motta sarebbe quasi da scudetto. Proprio come aveva predetto Saputo nel 2015

Senza torti arbitrali e qualche piccolo inciampo, Motta sarebbe quasi da scudetto. Proprio come aveva predetto Saputo nel 2015

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Il 30 luglio 2015 Joey Saputo era presidente e proprietario unico da poco più di sette mesi. Il Bologna promosso in Serie A da meno di sessanta giorni. Al compianto Stefano Biondi, che lo intervistava, il neo patron disse proprio così: «Punto ad una crescita costante per riportare il club ai fasti del passato. Alla fine del percorso, il Bologna potrà essere pari alle grandi, comunque in grado di lottare per l’Europa League, la Champions e lo scudetto». Mai frase di Saputo fu più dileggiata, strumentalizzata e nel migliore dei casi equivocata. Ma ora che, ben prima della scadenza da lui indicata, la squadra si trova effettivamente nel pieno di questa profezia, si può persino guardare la classifica dalla parte del bicchiere mezzo vuoto.
E cioè: che volto avrebbe la classifica dei rossoblù senza il colossale torto arbitrale subito sul campo della Juventus? Senza i due punti ‘sottratti’ a Monza? Senza le evitabili sconfitte di Firenze, Udine e Cagliari? E ancora: come sarebbe finito il Bologna-Milan inaugurale se la rosa fosse già stata completata nelle settimane precedenti? Potremmo effettivamente parlare di un BFC in area scudetto, senza quei passi falsi? Sì, potremmo. E se è vero che gli scudetti sono vinti dalle squadre che sbagliano meno, il Bologna di quest’anno ha sbagliato pochissime partite: con un margine d’errore più ridotto, forse oggi il secondo posto non sarebbe utopia.
Molti tifosi in questi ultimi otto anni hanno temuto che Joey si stancasse di dover ripianare il bilancio ogni estate, dimenticando che per un imprenditore sportivo nordamericano l’aver rilevato una società di Serie A per poco meno di 6 milioni, come fece nell’autunno del 2014, equivale a non aver speso quasi nulla. I 30 milioni immessi in media ogni anno per garantire il galleggiamento del club sono una sorta di rateizzazione dell’acquisto iniziale.
La garanzia del suo legame sempre più stretto con Bologna ha preso la forma del logo di famiglia, prima vera incursione dell’azienda nella vita sportiva rossoblù: che sia stato deciso solo da quest’anno è la conferma di quanto ponderate siano le decisioni in casa Saputo. Il fatto che adesso, sulle maglie, campeggi quel cognome, certifica la visione lunga di questa proprietà. Che tutto vuole, tranne che abbandonare la nave a metà del tragitto. Soprattutto ora che stanno arrivando i risultati per i quali è stato così a lungo seminato il terreno.

Luca Baccolini

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Foto: bolognafc.it