Sinisa Mihajlovic uno di noi. Con pieno merito

Sinisa Mihajlovic uno di noi. Con pieno merito

Lunedì prossimo dal Consiglio comunale uscirà la cittadinanza onoraria per Sinisa Mihajlovic. Citando frasi del suo repertorio, ci si dovrebbe augurare che qualsiasi premio, riconoscimento, onorificenza, medaglia o attestato per quest’uomo non riguardi solo la sua malattia, così coraggiosamente affrontata, ma soprattutto il suo merito sportivo, sebbene sia ormai difficile disgiungere i due aspetti. L’ultimo premio cittadino ad un rossoblù fu il Nettuno d’Oro 2011 a Marco Di Vaio, che con grande senso di responsabilità (quanti l’avrebbero fatto al posto suo?) lo volle ‘congelare’, affidando temporaneamente la statuetta al Comune in attesa che si facesse chiarezza sul presunto ‘scandalo’ dei pass invalidi.
Mihajlovic si aggiungerà a un nutrito elenco di cittadini onorari, da Giosuè Carducci a Richard Wagner, fino all’ultimo candidato alla medesima onorificenza, lo studente egiziano Patrick Zaky. Chiaro, insomma, come questo titolo abbia cambiato nei secoli la sua valenza, diventando sempre più uno strumento simbolico per ribadire valori sociali e umani. Se a Sinisa dovesse andar stretta questa finalità, ci permettiamo di dargli noi ulteriori motivazioni per dichiararci contenti di essere suoi concittadini. Ecco le prime nove. Liberi, se volete, di aggiungere il vostro decimo motivo.

  1. Per averci ricordato, con la sua presenza da Verona in poi, che non esistono scuse sufficienti per giustificare un arretramento dai proprio doveri.
  2. Per aver garantito l’impegno, la continuità e la presenza di Joey Saputo nel Bologna grazie alla salvezza dello scorso anno.
  3. Per non essersi mai nascosto dietro l’alibi della malattia.
  4. Per aver preteso di lavorare normalmente, senza vittimismi, senza trattamenti speciali o corsie preferenziali.
  5. Per averci tolto dalla schiavitù del «prima la salvezza».
  6. Per aver cominciato a considerare la sconfitta un’eccezione a cui porre subito rimedio, e non una possibilità come le altre.
  7. Per aver abolito l’espressione «dobbiamo crescere».
  8. Per aver messo nelle condizioni il Bologna di giocarsela con tutti.
  9. Per averci fatto sorridere anche quando non ci sarebbe stata una sola ragione per farlo.

Luca Baccolini

© Riproduzione Riservata

Foto: Imago Images