Sinisa sulle orme degli allenatori rossoblù più longevi, con lui il Bologna può aprire un ciclo vincente

Sinisa sulle orme degli allenatori rossoblù più longevi, con lui il Bologna può aprire un ciclo vincente

Dal 2000 ad oggi il Bologna ha conosciuto 18 allenatori, 9 presidenti e – almeno – 10 direttori sportivi diversi. È quasi un miracolo che in una tale giostra di guide tecniche e proprietà siano arrivate ‘solo’ 2 retrocessioni in B e altrettante risalite in Serie A. Non era scontato, visti i molti profili borderline che spesso si sono accostati a queste sponde.
Dal 1920, quando l’illuminato imprenditore genovese del caffè e dello spettacolo Cesare Medica decise che alla squadra dovesse essere affiancato un tecnico professionista, di allenatori sotto le Due Torri ne sono invece passati 68. Forse Medica non pensava che scegliendo Hermann Felsner (il più longevo di tutti sulla panchina rossoblù) avrebbe inaugurato anche la lunga stagione degli esoneri, dei richiami e dei subentri. Solo quattro mister di questa lunga serie (Felsner, Bernardini, Pesaola e Ulivieri), infatti, hanno completato quattro stagioni intere consecutive (tre e mezzo per Guidolin, che subentrò in corsa a Buso). Il prossimo potrebbe essere proprio Sinisa Mihajlovic, se arriverà senza altre rivoluzioni al traguardo del contratto che ora lo lega a Bologna fino al 2023.
Un anno fa soltanto, Mihajlovic era all’ascolto di tutte le offerte che gli stavano piovendo da mezza Serie A. Per lui aveva fatto un pensiero il Milan del dopo Gattuso; la Juventus era quasi tentata di abbandonare la pista Sarri in uscita dal Chelsea; Lazio e Roma avevano bussato con decisione alla sua porta. Tranne l’Inter e il Napoli, insomma, tutte le grandi avevano vagliato l’ipotesi Sinisa. Sapere che sarà lui a guidare il Bologna nella stagione di probabile apertura dei cantieri del nuovo Dall’Ara basterebbe già a renderci tutti un po’ orgogliosi. Nella lingua degli anni Novanta, ci fa tornare la ‘settima sorella’ del campionato.
Ma c’è di più: la firma del serbo certifica finalmente che Joey Saputo non ha scelto un tecnico per vivacchiare, ma per vincere. Questa è la prima garanzia della permanenza e del prolungamento di Mihajlovic, l’unico allenatore avvistato su questi lidi che non ha mai parlato di crescita graduale, bensì di progressi verticali e immediati. Ora sta alla squadra dimostrare di meritarselo.

Luca Baccolini

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