Skorupski, da incognita a valore aggiunto: al polacco mancava solo un po' di fiducia nei propri mezzi?

Skorupski, da incognita a valore aggiunto: al polacco mancava solo un po’ di fiducia nei propri mezzi?

L’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per poco più di un mese ne ha spezzato la continuità a livello di presenze, non certo di prestazioni. Dopo aver ritrovato contro il Crotone un’imbattibilità che mancava da 41 partite consecutive, Lukasz Skorupski ha fornito un’ottima prova contro l’Inter, per poi infortunarsi alla mano sinistra nel corso della settimana di allenamenti che precedeva Bologna-Roma. Il polacco ha saltato 7 match e i rossoblù non hanno più vinto, raccogliendo 2 pareggi e 5 sconfitte, record negativo di gare senza successo nell’era Mihajlovic. Al suo rientro, Skorupski ha subito fatto registrare un altro clean sheet, il secondo della sua stagione, e contestualmente i felsinei sono riusciti a tornare ai tre punti.
Esaltare o mettere all’indice un giocatore prendendo in considerazione alcune statistiche è un esercizio neanche futile, persino dannoso. C’era il nativo di Zabrze a difesa della porta rossoblù in quelle 41 partite consecutive in cui il Bologna ha preso gol, e se era ingiusto addossargli tutte le colpe di quella permeabilità, adesso sarebbe oltremodo elevarne i meriti più del dovuto.
Quest’anno, e in particolar modo a seguito della pesante sconfitta interna contro la Roma, Mihajlovic propone un calcio meno aggressivo e decisamente più accorto. A beneficiarne sono la difesa, non più lasciata a se stessa contro le folate offensive avversarie ma schermata da una linea di centrocampo (esterni inclusi) molto più compatta, e naturalmente il portiere. È quindi da ricercare nelle scelte tattiche di Sinisa la ragione per cui nel giro di un paio di mesi la sua squadra sia riuscita per due volte a sigillare la propria porta, dopo che per più di un intero campionato ciò non le era riuscito, ma è altresì probabile che riuscire a spezzare la maledizione dei gol subiti sia stata l’iniezione di autostima di cui Skorupski aveva bisogno.
Più protetto ma anche più responsabilizzato (perché, ora che i felsinei difendono con tanti uomini dietro la linea della palla, non si può scaricare la colpa dei troppi gol subiti sull’eccessivo sbilanciamento della squadra), Lukasz sa bene che l’integrità della porta è più che mai nelle sue mani. Questa nuova consapevolezza, unita ad una maggiore fiducia del ragazzo in se stesso, possono restituire al Bologna quel numero 1 (anzi, 28) affidabile che mancava. Se riuscirà a migliorare pure nel gioco con i piedi, l’aspetto in cui attualmente pecca maggiormente (per sua stessa ammissione), la proprietà dei pali rossoblù non verrà più messa in discussione.

Fabio Cassanelli

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