Una classifica bellissima

Una classifica bellissima

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Per come si era messa la stagione, si può affermare senza alcun dubbio che l’attuale classifica del Bologna è bellissima. Ciò non significa accontentarsi del decimo-undicesimo posto, ma l’aria che tirava era molto pesante. Due soli punti in cinque partite, una squadra senza un senso logico e Arnautovic-dipendente, portata avanti a cucci e spintoni da un Mihajlovic ormai ‘insopportabile’. Chi scrive era e rimane un estimatore del tecnico serbo, ma talvolta bisogna anche avere il coraggio di fare un passo indietro e Sinisa qui aveva fatto il suo tempo, nonostante il rapporto speciale instauratosi con la piazza che mai si dissolverà.
All’inizio è stata dura per Thiago Motta, la situazione in cui si è ritrovato l’italo-brasiliano è stata quasi più complicata di quella che visse Mihajlovic al suo arrivo sotto le Due Torri, non foss’altro per un clima di ostilità apparentemente senza una logica motivazione. Comprensibile lo scetticismo, trattandosi comunque di un tecnico giovanissimo e alla sua terza esperienza nel calcio che conta, ingiusto e insensato marchiarlo come un incompetente: occorreva tempo per potersi sbilanciare, in un senso e nell’altro.
E infatti, dopo un avvio tribolato, Thiago ha trovato la giusta alchimia dentro quella che è tutto tranne che una squadra da lotta per non retrocedere. C’era ‘solo’ bisogno di qualcuno in grado di ruotare e valorizzare tutta la rosa, rilanciando giocatori come Aebischer, Orsolini, Soriano, Vignato e persino Bonifazi, e dando fiducia ai volti nuovi Ferguson, Posch e Zirkzee, tre oggetti misteriosi o quasi prima dell’avvicendamento in panchina. La speranza, un po’ alla volta, è che dopo la sosta possa accadere lo stesso coi vari Barrow (che resta l’enigma più grande), Cambiaso, Moro, Schouten e Sosa.
Ora la squadra funziona e comincia ad avere un’identità ben definita, con un gioco e una coralità che hanno portato Arnautovic a non essere più l’unico marcatore, o meglio l’unico salvagente. Non rimane quindi che passare questi assurdi cinquanta giorni di pausa per il Mondiale con tanta serenità, 19 punti in cascina e ancora 4 match da disputare per concludere il girone d’andata. Chissà, magari ci divertiremo e raggiungeremo risultati in linea con le aspettative iniziali. Di certo è che la società ci ha visto giusto nell’avvicendamento e ha avuto il coraggio di rischiare, conoscendo quello che era il legame tra la città e Sinisa e affidando la panchina ad un 40enne. A cui però le idee e gli attributi non mancano.

Mario Sacchi

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Foto: Getty Images (via OneFootball)