14/09/2026
Mario Sacchi
OneFootball, Palla al centro

Prova disarmante a Napoli, Tedesco in confusione: serve immediatamente una reazione da tre punti

Tempo di Lettura: 2 minuti

Il Bologna visto ieri al Maradona rappresenta il disagio puro di una squadra che sta via via perdendo ogni credibilità, anche agli occhi di chi come il sottoscritto tende a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Se ci lasciassimo andare a giudizi frettolosi, perché quattro partite sono un soffio di vento, potremmo affermare che la squadra vista ieri non solo non è da primi dieci posti, ma da lotta per non retrocedere.

Gol annullato a parte (roba davvero di un centimetro o forse meno), che comunque poteva cambiare la storia della partita, i rossoblù sono stati di una pochezza disarmante, soprattutto nella ripresa: un catenaccio puro senza alcuna intenzione di far male agli avversari, alla sola ricerca di un ‘puntaccio’ per muovere la classifica con la consapevolezza di non avere i mezzi per fare di più.

Il BFC targato Tedesco si trova quindi con le spalle al muro dopo appena quattro giornate, obbligato a dover battere il Torino sabato al Dall’Ara. Conosciamo il modus operandi della società: difficilmente anche con un passo falso e una lunga sosta alle porte arriverà l’esonero del tecnico. Ricordiamoci, per esempio, che con Inzaghi si optò per una scelta conservativa ai limiti dell’irreparabile (grazie Sinisa!).

Analizzando la rosa attuale, il centrocampo appare come l’anello debole. Se si aspetta il rientro a pieno regime di Moro, pur un buon giocatore, come fosse la soluzione a tutti i mali, dopo che il croato non è mai stato un titolare inamovibile per ben quattro stagioni, significa che qualcosa non funziona.

Difficile dare colpe a Piccoli (o chi per lui), che ieri di palloni decenti non ne ha visto manco uno. Hai tre corazzieri al centro dell’attacco ma non arriva un cross degno di questo nome. E non arriva perché non si riesce a farli o perché non si vuole? Più la prima. La sensazione è che alla fine tra l’ex Fiorentina e Dovbyk potrebbe a sorpresa spuntarla il carneade Enem, vivace e affamato, mentre in difesa il promettente Helland è stato forse ‘accantonato’ troppo in fretta.

In mezzo a tutto questo ‘nero’ c’è una tifoseria che, specialmente via social, giorno dopo giorno alimenta il proprio malcontento per un mercato insoddisfacente (dettato sul piano economico dal presidente) e un inizio di stagione da mani nei capelli. E adesso hai voglia a chiedere alla piazza di tifare e stare accanto alla squadra: certo, i veri tifosi lo faranno, ma i miracoli non avvengono quando i valori sono modesti.

Ci auguriamo che non sia questo il caso e presto sul campo le cose cambino, perché passare in due anni dalla Champions League a obiettivi molto più terra terra significherebbe aver sbagliato più di qualcosa. Cos’abbia spinto Saputo (pur ricordando tutto ciò che ha fatto per il club) a smantellare in un batter d’occhio una rosa di ottimo livello e compiere vari passi indietro è difficile da capire e accettare.

Adesso però fermiamoci qui e pensiamo solo al Torino, non facciamoci altro male.

Mario Sacchi

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Foto: Francesco Pecoraro/Getty Images (via OneFootball)

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