18/09/2026
Simone Minghinelli
OneFootball, L'intervista

Torrisi: “Con Tedesco un ribaltone insolito ma che era nell’aria, colpe da distribuire. Al Bologna mancano leader, Palladino può avviare la ricostruzione”

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Un mercato all’insegna della sostenibilità che ha scontentato gran parte della tifoseria, un avvio di campionato avaro di punti e soddisfazioni, infine il prematuro esonero di Domenico Tedesco. Sono state settimane difficili e ora sono giorni caldi in casa Bologna, con la squadra affidata (sulla carta fino al 2029) a Raffaele Palladino e attesa domani, prima della lunga sosta per gli impegni delle Nazionali, dal delicato impegno casalingo contro il Torino. Di tutto questo ne abbiamo parlato oggi con un grande ex rossoblù (ma anche granata), Stefano Torrisi.

Toro, ti aspettavi un ribaltone del genere in casa BFC? «Onestamente sì, era nell’aria, anche se è una cosa molto strana e fuori dagli schemi per come abbiamo imparato a conoscere il Bologna di Saputo, una società sempre molto coerente nel proteggere i suoi allenatori. Sotto le Due Torri si vive bene ma si sente davvero di tutto, le voci si rincorrono e non è facile capire cosa possa essere davvero successo da giugno ad oggi: forse Tedesco non si aspettava di ritrovarsi a fine mercato con una rosa sulla carta così indebolita, o forse la società si aspettava che il mister potesse essere fin da subito un valore aggiunto per questo nuovo gruppo di giocatori».

Come spesso accade, la verità sta un po’ nel mezzo… «Premetto che Tedesco lo conoscevo e lo conosco ancora poco, in quanto a livello di formazione è un allenatore straniero. Ripeto, un po’ alla volta si è ritrovato con l’asse portante della formazione da ricostruire, viste le cessioni o comunque le partenze eccellenti, e per quanto ne fosse stato messo al corrente si è ritrovato a gestire una situazione forse più difficile di quello che si aspettava. Di contro, però, non si è mai vista chiaramente la sua mano, né in estate né nelle prime giornate di campionato, e non sono arrivati nemmeno i risultati. Diciamo che quando capitano questi ‘incidenti di percorso’ le colpe sono da distribuire un po’ fra tutti».

Quanto pensi abbia inciso il parere dei calciatori? «Leggendo tra le righe di quanto dichiarato da Fenucci, si capisce che proprio a livello di rapporti qualcosa è mancato. Io almeno l’ho letta così, e riguardo ai giocatori sono rimasto sorpreso del fatto che certe cose siano uscite dallo spogliatoio con troppa facilità. Adesso non so nemmeno chi ci sia a capo del gruppo rossoblù, oltre a De Silvestri che fa un po’ da collante tra i ragazzi e il club. Fino a ieri c’erano magari Freuler e Lucumí, e non mi riferisco solo alle situazioni interne ma anche al campo, agli uomini a cui aggrapparsi soprattutto nei momenti di difficoltà: sotto tale aspetto oggi vedo una squadra un po’ smarrita, senza precisi punti di riferimento».

Nemmeno Ferguson? E Orsolini? «Lewis potrebbe effettivamente diventarlo a pieno, vista la militanza e anche il ruolo centrale che ricopre, mentre ‘Orso’ a mio avviso ha due ‘problemi’: il primo è che non sembra essere un leader caratteriale, e non è mica una colpa, il secondo è che per quanto sia prezioso non è un titolare inamovibile. E per quanto si possa dire di un giocatore che è bravo, si impegna, fa gruppo ed è attaccato alla maglia, i titolarissimi hanno un peso diverso rispetto agli altri, nel calcio è sempre stato e sempre sarà così».

Quale obiettivo realistico si può porre secondo te il Bologna targato Palladino? «Intanto pensiamo a fare risultato pieno domani contro il Torino per arrivare nel modo migliore alla lunga sosta, durante la quale ci sarà tanto da lavorare malgrado l’assenza dei vari nazionali. Quando ho sentito Palladino parlare di progetto sono rimasto un po’ stupito, così come del contratto triennale che gli è stato proposto, perché è vero che Palladino non è Tedesco e viceversa ma non so cosa possa essere cambiato rispetto a qualche settimana fa. Negli ultimi anni tra Coppa Italia e notti europee siamo stati abituati bene, quella attuale la vedo più come una stagione di ricostruzione e stabilizzazione, speriamo non anonima, per poi via via tornare realmente competitivi».

Le risorse economiche per farlo, pur con lungimiranza, ci sarebbero… «Avendo venduto tanto e bene in estate, i soldi non mancano. E aggiungo, ci sarebbe la possibilità di pescare fin da subito un profilo alla Freuler tra gli svincolati, senza aspettare gennaio…».

Simone Minghinelli

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