Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal fantasista rossoblù Federico Bernardeschi al termine di Bologna-Torino 1-1, match sbloccato da un suo gol al 14′ e che l’ha visto autore di un’ottima prova.
Vittoria ancora rimandata – «C’è tanto rammarico, ci dispiace non aver vinto oggi ma soprattutto di non riuscire più a vincere in casa. Ne siamo consapevoli e dobbiamo prenderci le responsabilità: dobbiamo tanto a questi tifosi che ci sostengono sempre. Il nostro è un gruppo sano, con dei valori, e sono certo che ne usciremo alla grande».
Sostituzione ‘sospetta’ – «Ho chiesto io il cambio perché avevo sentito qualcosina e non volevo rischiare, spero di essermi fermato in tempo».
Primi giorni con Palladino – «Il mister ha portato mentalità sin da subito e credo che il gruppo l’abbia seguito bene. Sappiamo che ci manca qualcosina ma penso che si sia già vista un’impronta di quello che vuole il nuovo allenatore, sebbene abbia avuto a disposizione solo tre giorni di lavoro. Bisogna continuare su questa strada, cercando di lavorare su quello che ci sta mancando: ora la lunga sosta ci aiuterà».
Fuori dai convocati azzurri – «La Nazionale dev’essere un orgoglio, ora si sta dicendo che c’è bisogno di una nuova generazione di calciatori e credo che queste convocazioni lo dimostrino. Ho fatto parte di un ciclo vincente ma adesso bisogna guardare al futuro e stare vicini alla Nazionale: va bene così. Mancini è una grandissima persona e un ottimo c.t., ha vinto tanto con l’Italia e sono convinto che vincerà ancora».
Tanto lavoro da fare – «Sicuramente ci manca qualcosa, sia dal punto di vista fisico che mentale e caratteriale. Sono più componenti e per fortuna, come detto, la sosta ci aiuterà a migliorare la condizione e ad abituarci a concetti diversi. Non c’è una sola spiegazione, ma di sicuro qualcosa sta mancando».
Skorupski, altro errore pesante – «In una squadra si è in venticinque: c’è chi può sbagliare una parata, chi un gol, chi una diagonale. Non bisogna sempre guardare all’ultimo tassello, ma a tutta la catena. Quando si sbaglia si sbaglia in gruppo ma ribadisco, sono convinto che questo Bologna avrà la forza di reagire e tornare dove merita di stare».
No al ruolo di mezzala – «Quando si fa parte di una squadra ci sono cose che bisogna fare per il bene del collettivo. In passato l’ho fatto, giocando anche in posizioni non propriamente mie. Stavolta avevo dato la mia disponibilità a Tedesco, poi però bisognava trovare un compromesso. Comunque non abbiamo mai avuto discussioni e mi dispiace per il mister: è una bravissima persona e il suo addio è una nostra responsabilità».
Foto: Emmanuele Ciancaglini/Getty Images (via OneFootball)


