28/10/2026
Fabio Cassanelli
OneFootball, Le pagelle

Theate è una serpe in seno, il siero è il mancino di Miranda. Finalmente incisivo Zortea, per Mbangula un tris favoloso alla prima da titolare

Tempo di Lettura: 3 minuti

I voti ai protagonisti di Milan-Bologna 2-4.

Skorupski 6 – Il Milan squilla due volte con Cisse e poi non lo spaventa più. Quando la partita si avvia ai titoli di coda chiude lo specchio da campione a Pulisic e smorza sul nascere le ultime speranze rossonere.

Darmian 6 – Oggi un’ora di gioco nello stadio che è stato a lungo il suo. Risponde presente come sempre, anche perché soprattutto nel primo tempo i pericoli arrivano più che altro a sinistra.
Casale 6,5 – Gioca con grande attenzione e la giusta aggressività, andando a prendere forte Gonçalo Ramos, anticipandolo spesso e non lasciandolo respirare.
Theate 5 – Nello stadio in cui segnò il suo primo gol italiano combina una frittata di rara superficialità. L’errore si rivelerà ininfluente, ma la macchia resta.

Zortea 7 – Il miglior Zortea dell’anno mette subito Odgaard in condizione di segnare e poco dopo trova l’assist per il vantaggio. Prova a ripetersi anche nella ripresa, sbagliando la misura del cross. Ma la prestazione è di quelle che si vorrebbero vedere in ogni partita.
Ferguson 6,5 – Il combattente dai quattro polmoni si piazza in mediana e ne gestisce il traffico con piglio autoritario, facendo anche saltare i nervi a Jashari che probabilmente non ne poteva più di trovarselo col fiato sul collo.
Pobega 6,5 – Mette lo zampino sui gol che aprono e chiudono il match, prima col recupero palla e poi con una bella imbucata per Odgaard. Mezzo punto in meno per la dormita nell’area rossoblù in occasione del raddoppio rossonero.
Alhassane 6 – Nel primo tempo finisce nel tritacarne che è la corsia destra del Milan, non ha le colpe di Theate ma di certo non brilla. E soprattutto la partita cambia non appena viene richiamato in panchina.

Bernardeschi 6,5 – In tanti non lo farebbero sedere mai, ma Cambiaghi entra con un altro passo e spariglia le carte. Lui, comunque, il suo l’aveva fatto bene, specie con due cioccolatini che Odgaard non era stato in grado di scartare.
Odgaard 7 – Evidentemente le stagioni passate a ballare tra ala, mezzala e trequartista hanno un po’ arrugginito il suo senso del gol. Ma quanto impegno, quanta lotta, quando lavoro encomiabile e utilissimo per la squadra. E alla fine pure l’assist per il definitivo 4-2. Avercene.
Mbangula 9 – Opportunismo per sbloccare la partita, qualità per ribaltarla e freddezza per chiuderla. Una tripletta alla prima da titolare, alla ‘Scala del calcio’, a 22 anni. Una serata indimenticabile.

Cambiaghi (14′ st) 7 – Avvia l’azione del 3-2 e sfiora il gol da fuori lasciando pietrificato Maignan. Ma è ancora una volta l’energia a stupire: a metà tra il folletto e la dinamo che non si scarica mai, quando è in palla sembra inarrestabile.
Miranda (14′ st) 7,5 – Mette in area il più classico dei cross solo da spingere dentro, e va bene lo stesso se è farlo è Bartesaghi. Passano due minuti e lui non lascia, raddoppia, inventandosi un nuovo assist per Mbangula e invertendo completamente l’inerzia della partita.
Vitik (14′ st) 6,5 – Con un recupero di forza all’altezza dell’area avversaria fa sfiorare il 4-2 a Cambiaghi prima che a mettere il punto esclamativo ci pensi Mbangula.
Heggem (25′ st) 6,5 – Ripete il trattamento di Casale su Ramos e le cattive maniere gli valgono il giallo. Ma era la grinta che ci voleva.
Helland (33′ st) 6 – Il suo ingresso completa la ristrutturazione della difesa. Deve stare addosso a Camarda e per un po’ non gli fa vedere palla, poi se lo perde e il classe 2008 va vicinissimo al pareggio.

Palladino 8 – Il Bologna inizia con autorità, l’erroraccio di Theate lo fa sbandare e allora ci pensa lui a stravolgere tutto tramite i cambi. Una vittoria gagliarda, rotonda, pesantissima. E se adesso i rossoblù completassero il filotto sabato contro il Monza, in una settimana l’orizzonte cambierebbe completamente.

Arbitro Sacchi e assistenti 5,5 – Manca un giallo a Jashari, che spintona Ferguson e non paga dazio. Per il resto è uno dei tanti direttori di  gara che deve trovare una sintesi tra lasciar giocare di più e non fischiare più nulla.

Fabio Cassanelli

© Riproduzione Riservata

Foto: Marco Luzzani/Getty Images (via OneFootball)

Condividi su: