08/11/2026
Simone Minghinelli
Il pepe di Pepè, OneFootball

I meriti di Palladino vanno divisi con la squadra e con chi l’ha allestita: una rosa così profonda e con questi mezzi non l’hanno in tanti

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Voglio essere onesto: Il Bologna ha uno storico talmente ampio di episodi a sfavore che rimarrà a lungo in credito, ma ieri la partita è stata indirizzata da un’espulsione discutibile e che a parti invertite mi avrebbe fatto molto arrabbiare. Quello è un episodio che avrebbe dovuto essere valutato dal campo e si sarebbe dovuto concludere con un giallo per Ndiaye. Stavo molto apprezzando i rarissimi interventi del VAR nelle prime giornate di campionato, ma mi sembra che si stia già assistendo ad un’inversione di tendenza. Ieri Zufferli non ha fischiato nulla, il match l’ha arbitrato Meraviglia: così non va.

Premesso questo, il Bologna è stato bravo ad approfittare della situazione venutasi a creare, anche per merito di Palladino, bravo a leggere benissimo la gara. Il mister non si è limitato a cambiare gli interpreti ma ha disegnato un BFC a trazione più offensiva, rendendo evidente il suo desiderio di vincerla, ed è inoltre stato saggio a far sedere Casale gravato di un giallo, sventando il rischio di tornare in parità numerica. La squadra gli è andata dietro molto bene, nel primo tempo ha creato senza pungere mentre nel secondo l’ha sbloccata presto grazie all’inserimento di Theate. Fino al raddoppio di Orsolini non c’è stata partita, seppur i padroni di casa un’occasione abbastanza episodica per l’1-1 l’hanno avuta ed è stato da applausi Skorupski, decisivo per la seconda volta consecutiva.

La vetrina se l’è presa soprattutto Cambiaghi con un’altra grande prestazione, mentre cercando il pelo nell’uovo direi che ieri non abbiano giocato benissimo né Bernardeschi né Theate: il belga ha segnato un gol pesante, ma sia prima che dopo quella rete è spesso arrivato in ritardo sugli avversari. Si tratta in ogni caso di piccole cose, di dettagli all’interno di una partita ben giocata. Palladino è il terzo tecnico a sedersi sulla panchina del Bologna nel giro di pochi mesi e non è affatto scontato che la squadra abbia ricominciato a girare in questo modo in tempi relativamente brevi.

L’ex Atalanta ha portato una ventata di entusiasmo, e in base alle sue dichiarazioni sulla volontà di collaborare con la società sembra anche che sia arrivato per portare avanti un progetto a lungo termine, il che sarebbe preziosissimo per un club che ha sempre visto i suoi allenatori venire tentati da altre piazze.

Forse Palladino vede i margini di crescita di una squadra che è forte già oggi, e il merito va riconosciuto anche a chi ha allestito la rosa, perché una profondità del genere non la possono vantare in tanti, specialmente in attacco.

Chissà quindi se queste quattro vittorie consecutive avranno disteso un po’ i nervi di quei tifosi che non trovano mai pace e che ad inizio stagione erano inferociti con la società per la campagna acquisti condotta in estate.

Da anni il Bologna dimostra di saper lavorare, ma qualcuno che non impara la lezione lo si trova sempre, tanto che ora sento dire che Palladino è l’artefice di un miracolo e i meriti sono esclusivamente suoi. Ma Palladino chi lo ha voluto? Non si è accampato a Casteldebole trovandosi lì per caso, è stato scelto dai vertici felsinei, che hanno rimediato ad una scelta che credevano fosse giusta, ovvero Tedesco, intervenendo tempestivamente e raddrizzando la barca. E sono gli stessi uomini che fanno mercato e hanno costruito una squadra che al momento è all’ottavo posto, dimostrando una volta di più la loro competenza.

Le altre realtà invidiano la stabilità e le prospettive del Bologna, mentre alcuni tifosi rossoblù non riescono a godersi niente. Peccato, perché di motivi per sorridere ce ne sarebbero e ribadisco che anche quest’anno ci si toglierà delle soddisfazioni.

Pepè Anaclerio

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