Tre vittorie di fila: pur essendo un inguaribile ottimista non l’avrei mai pronosticato. E che bello tornare a vincere al Dall’Ara, ci voleva!
Quella di ieri è stata una bella prova di carattere, non era facile ribaltare il punteggio dopo che l’ingenuità iniziale di Theate. Il calcio proposto da Palladino può piacere o non piacere ma è quadrato, funzionale, fatto di verticalizzazioni veloci per cercare la punta ed eludere così il primo pressing avversario. E a proposito di attaccanti, il pur encomiabile Odgaard va in terra troppo spesso per la fisicità che ha, e questo perché spalle alla porta fa fatica. Si impegna tanto, ma una punta di ruolo è un’altra cosa e ieri Dovbyk, nei pochi minuti a sua disposizione, l’ha dimostrato.
Sono poi molto contento per Skorupski, che è tornato ad essere decisivo in positivo. Non capisco l’esaltazione per i suoi interventi di ordinaria amministrazione, dato che un portiere è lì per parare, mentre neutralizzare un rigore è sempre una cosa eccezionale e per questo merita tanti complimenti.
Pobega è perfettamente a suo agio in questo centrocampo in cui gli si chiedono interdizione e inserimenti e poco palleggio, e ieri ha trovato pure un gran gol. Anche Ferguson giganteggia in una mediana in cui deve giocare semplice, e per me il tanto richiesto sostituito di Freuler è lui: i due non avranno caratteristiche identiche, ma il carisma coincide. Vitik ha fatto una delle migliori partite da quando è qui a Bologna, mentre Mbangula mi aspettavo di vederlo dal primo minuto ma Palladino ha il polso della squadra e sa scegliere per il meglio.
Nel complesso il nuovo mister sta lavorando benissimo sulla testa dei suoi calciatori, e i risultati si vedono: nel giro di appena sei giornate la classifica, da preoccupante, è diventata interessante.
Pepè Anaclerio
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Foto: Emmanuele Ciancaglini/Getty Images (via OneFootball)

