20/09/2026
Simone Minghinelli
Il punto di Mingo, OneFootball

Tanta fatica per salire in alto, e poi? Bologna, è un terzultimo posto che intristisce

Tempo di Lettura: 2 minuti

Alla luce dei risultati maturati nelle ultime ore, il Bologna è caduto in zona retrocessione: terzultimo posto a quota 2 punti, con solo Genoa (1) e Venezia (0) alle spalle. Uno scenario che in Serie A mancava dal 31 marzo 2019, quando la squadra di Sinisa Mihajlovic abbandonò la medesima posizione battendo 2-1 al Dall’Ara il Sassuolo grazie ad un memorabile gol di testa di Mattia Destro al 96′. Ben 2.730 giorni fa.

Ripercorrendo i traguardi raggiunti soprattutto dal 2023 in avanti, è una realtà a cui non eravamo più abituati, molto difficile da accettare. A dirla tutta, dopo aver giocato Champions ed Europa League e vinto una Coppa Italia, verrebbe da storcere il naso anche di fronte ad un anonimo piazzamento a metà classifica, ma un conto è vivere una stagione interlocutoria, di ricostruzione, e un conto è tornare addirittura a sentire le fiamme sotto il sedere.

Certo, sono passate solo cinque giornate e il tempo dei verdetti è lontanissimo, ma onestamente a livello di stress sembrano almeno il triplo, anticipate da un mercato estivo che ha depauperato e non poco la rosa, riempite da prestazioni modeste e rese ancor più elettriche dall’esonero di Domenico Tedesco dopo appena quattro gare.

Talvolta, guardando a certe mosse recenti della proprietà Saputo, pur consapevoli che far quadrare i conti per i club di fascia media (e non solo) è fondamentale e che comunque il calcio non è una scienza esatta, viene da chiedersi: ma perché complicarsi la vita così? Specialmente alla luce dei tanti sacrifici fatti, dei bocconi amari ingoiati e della varie difficoltà incontrate per arrivare ai piani alti. Un po’ come se Sisifo fosse finalmente riuscito a piazzare la celebre pietra sulla cima della montagna e avesse poi deciso lui, senza l’intervento di Zeus, di farla rotolare nuovamente verso il basso.

Sono perplessità a mio avviso lecite, in un quadro di riconoscenza per un signore che insieme a dirigenti, allenatori e giocatori è riuscito a scrivere magnifiche pagine di storia rossoblù. Dispiace sinceramente per lui, dispiace per una tifoseria affezionata che (travasi di bile sui social a parte, ne parlavo giusto venerdì) non fa mai mancare il proprio sostegno. Che dire, speriamo che le attuali sensazioni siano fallaci e questo brutto avvio di stagione se lo porti via il vento d’autunno. Ho scoperto che il nome Raffaele significa ‘Dio guarisce’, ma qui non c’è bisogno di miracoli, solo di tornare ad essere una squadra credibile. E magari anche temibile.

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Foto: Emmanuele Ciancaglini/Getty Images (via OneFootball)

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