Partiamo dalle novità: sui calci piazzati ieri si è visto il Bologna schierato non più uomo contro uomo ma a zona. Risultato? Gol incassato, non direttamente ma sulla prosecuzione della stessa azione, quando i rossoblù sono rimasti in area tentando un riallineamento evidentemente poi saltato per colpa di chissà chi.
Come dicono quelli del mestiere, non esiste un modo infallibile di schierare una squadra sui calci piazzati: uomo o zona poco conta, conta come si applicano queste misure e le attitudini dei calciatori. Evidentemente quest’anno quelli del Bologna sono stati parecchio disattenti: come vado ormai dicendo da qualche mese, i giocatori non sono certo meno responsabili del tecnico per i tanti gol subiti derivanti da errori individuali, che hanno portato a perdere tante partite (13 ad oggi), alcune sanguinose al Dall’Ara, e complicato la rincorsa al settimo posto, piazzamento alla portata di un BFC più concentrato.
Il tifoso medio bolognese accusa Italiano di non cambiare mai, ricordando come anche i fiorentini lo criticassero per l’integralismo della sua proposta calcistica. Ma siete così sicuri che il mister non cambi proprio mai?
La scorsa stagione ha mutato la struttura del centrocampo togliendo una mezzala e inserendo un trequartista, quell’Odgaard che a detta di tanti è stata la novità tattica che ha fatto svolare la stagione del Bologna. Quest’anno ha fatto il percorso inverso, togliendo il trequartista (Odgaard o Fabbian) e reinserendo una mezzala in mediana per tentare di attrezzare maggiormente il centrocampo, trovando così qualche gara vinta di misura ma una proposta calcistica ‘appiattita’, diciamo così.
Oltre agli aggiustamenti tattici nel mezzo, ieri la novità sui piazzati, mentre a Birmingham la novità molto contestata dei terzini a piede invertito. Insomma, forse Italiano ha persino cambiato troppo: questo gran integralismo non lo vedo.
Se poi il tifoso medio vorrebbe una squadra tutta votata all’attacco e la volta successiva una che piazza il pullman davanti alla porta beh, in tal caso non so nemmeno se si riesca a fare alla PlayStation…
Ieri in certi momento il BFC è apparso agonizzante, non senza motivo, perché giocare giovedì in Inghilterra e domenica a Torino è proibitivo, e poco conta che tra i titolari ci fossero sette novità: sono i viaggi e gli allenamenti a singhiozzo che deteriorano lo stato psicofisico dei calciatori, anche quelli più giovani.
Così anche per un brevilineo come Rowe fare novanta minuti a quei ritmi ogni tre giorni è impensabile: avete visto quanti ripiegamenti difensivi ha dovuto fare Cambiaghi? Li avrebbe retti Rowe senza mettere a rischio la sua muscolatura?
Allo Stadium il Bologna ha fatto ciò che ha potuto, semmai sono altre le partite su cui recriminare, quelle cioè in cui giocatori e allenatore si sono appiattiti per motivi che solo loro sanno.
Col senno di prima sostengo che squadre dal valore ‘normale’ come il Bologna, per sorprendere e fare stagioni come quelle viste con Motta e poi con Italiano, abbiano bisogno di idee diverse, nuove, unite a grandi motivazioni: per resistere a certi livelli non sono i piccoli aggiustamenti a cambiare le sorti di un’annata ma le grandi novità, come il calcio di Thiago e inseguito quello dello stesso Italiano, almeno finché ha tenuto.
Tutto il resto è noia (cit.).
Tosco – Canale 88
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