Si è conclusa nel peggiore dei modi l’avventura del Bologna in Europa League. Che l’Aston Villa, quarta forza della Premier, fosse superiore ai rossoblù, non è mai stato messo in discussione, ma che tra le due squadre ci siano addirittura sei gol di differenza non ci crede nessuno.
Per arrivare ad un tale divario è stata necessaria una buona dose di sfortuna nella partita d’andata al Dall’Ara, unita ad una serie di erroracci che hanno spianato la strada ai già validissimi uomini dell’ineffabile Unai Emery.
Possibile che nella passata stagione a Birmingham i felsinei, contro un undici addirittura superiore, abbiano perso 2-0 ben figurando, e lo scorso 25 settembre solo 1-0 andando ad un passo dal pareggio, mentre stavolta siano stati asfaltati clamorosamente?
No, non è accettabile, e dispiace sentir parlare di divario tecnico troppo ampio, come se il verdetto fosse inevitabile. Sono stati commessi errori molto gravi, di collettivo ma soprattutto individuali, da una squadra apparsa svagata nei momenti decisivi.
Non è affatto la prima volta.
La sensazione è quella di un gruppo che andrà verosimilmente ribaltato o quantomeno modificato in maniera sostanziosa durante l’estate, e di un tecnico che forse andrà – o andrebbe – cambiato. Lo dice a malincuore uno che accolse Vincenzo Italiano a braccia aperte.
Subito dopo l’eliminazione hanno destato perplessità le parole del mister, che si è detto felice perché comunque l’obiettivo era quello di passare il girone iniziale e arrivare agli ottavi di finale.
Come lascia perplessi sentir parlare di «ottavo posto da blindare», quando malgrado tutti gli scivoloni (specie quelli casalinghi) ci sarebbe ancora la possibilità di arrivare settimi e centrare, Coppa Italia permettendo, almeno la Conference. Difficile, calendario alla mano, ma non impossibile.
Mancano sei partite alla conclusione, con in mezzo proprio la sfida di Bergamo che potrebbe valere tantissimo, a patto di non approcciare già da domenica sera la mai banale sfida con la Juventus in modo sbadato o rinunciatario.
Un ottavo posto o giù di lì, l’eliminazione dalla Coppa Italia ai quarti per mano di una Lazio in grossa difficoltà e il 7-1 complessivo incassato in Europa League dall’Aston Villa (senza dimenticare una finale di Supercoppa conquistata e di fatto non giocata). Per come interpreto io il calcio, vorrebbe dire aver fallito su tutta la linea e dato vita ad una stagione deludente.
Ci può anche stare di uscire dalle varie competizioni e non agguantare le coppe tramite il campionato, ad oggi non ci sta il ‘come’, non è in alcun modo giustificabile. Siamo quindi molto curiosi di vedere se domani a Torino il Bologna avrà addosso quella che il mitico Nedo Sonetti chiamava ‘belvaggine’, atteggiamento basilare su cui andare a costruire una prestazione di alto livello.
Mario Sacchi
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Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images (via OneFootball)



