Due gol sfiorati da un difensore-carneade che credevamo una riserva, un palo colpito da un subentrante che si era chiamato fuori dal ruolo cui era stato destinato sin da inizio estate e una rete presa su palla inattiva. Poteva andare meglio, ma pure molto peggio, viste le premesse del rodaggio estivo e lo smantellamento dell’asse centrale della squadra.
Due anni fa si trascorse un buon pezzo di autunno a caccia di attenuanti preventive per Vincenzo Italiano, salvo poi scoprire che il suo calcio era persino più efficace e sbarazzino di quello di Thiago Motta. Era bastato dargli un po’ di tempo per capirci qualcosa. Dopo il k.o. con la Lazio (siamo sorpresi? Neanche un po’) potremmo fare lo stesso esercizio di tolleranza con Domenico Tedesco, che rispetto ai predecessori ha pure una qualità in più: se deve dire una cosa, la dice, a bassa voce ma con lo sguardo fermo e dritto in camera.
Bravo, il mister, a inchiodare subito Bernardeschi alle sue responsabilità, che tali sono nel momento in cui decide di non giocare dove gli ha chiesto l’allenatore; bravo a metterlo in panchina, ripristinando subito le gerarchie (in una squadra comanda l’allenatore, o è anarchia). C’è tempo per migliorare a tutto tondo, anche se la seconda di campionato oppone già una sfida più impervia della prima, a Bergamo.
Ma questo Bologna, se non verrà ulteriormente smembrato, ha un potenziale già incoraggiante, di cui lunedì si sono già intravisti alcuni segnali: Helland, insospettabile attaccante aggiunto, con proiezioni offensive quasi di calafioresca memoria; El Azzouzi, regista di personalità e gamba, cui è toccata in sorte l’unica amnesia difensiva di tutta la partita, purtroppo letale; Cambiaghi, sempre il pendolino che ricordavamo; Piccoli, un fiero sportellatore negli ultimi venticinque metri di campo, possibilmente da assistere meglio, in futuro; Odgaard, lui sì eclettico e disponibile a giocare ovunque gli si chieda. Ancora non pervenuto Orsolini, quasi mai coinvolto.
Di Rowe sapremo presto, anche se a 40-45 milioni sarà difficile trattenerlo (di quanto potrà mai salire il suo valore?). Non scordiamoci che la fine dei sogni europei della scorsa stagione ha avuto un prezzo, da scontare quest’anno. Bravo chi non si farà illusioni.
Luca Baccolini
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Foto: Marco Rosi/SS Lazio/Getty Images (via OneFootball)


