Mihajlovic:

Mihajlovic: “Saputo ci è mancato, domani conta solo la vittoria. Ho due anni di contratto, cercate polemiche dove non ce ne sono”

Di seguito, suddivise per argomenti principali, le dichiarazioni rilasciate questa mattina in conferenza stampa a Casteldebole dal tecnico rossoblù Sinisa Mihajlovic, alla vigilia di Bologna-Spezia.

In tribuna con Saputo – «Con il presidente non devo affrontare nessun argomento in particolare, domani dobbiamo pensare solo allo Spezia e siamo tutti concentrati sulla partita: ci servono punti e una vittoria, in qualsiasi modo, non me ne frega nulla se giocando bene o male. Vogliamo ottenere la salvezza, poi una volta finita la partita si vedrà».

Bentornato Joey – «Saputo manca da 14 mesi e certamente non sarà stato facile neanche per lui, avrà avuto i suoi buoni motivi: siamo molto contenti del suo ritorno, meglio tardi che mai. Quando un presidente non c’è di persona per lungo tempo non è facile gestire le situazioni, e 14 mesi sono tanti: un po’ in tutti gli ambienti di lavoro, magari all’inizio l’assenza del capo può farti piacere, ma a lungo andare ne senti la mancanza. Presidenti con cui non mi sono trovato bene? Screzi e divergenze ne ho avuti, è una cosa normale che può succedere, però mi sono sempre comportato in modo civile, cercando il confronto. Solo con uno ho avuto qualche problema, ma non direttamente, attraverso altre persone».

Soriano: “Vogliamo che Sinisa resti” – «Si parla sempre del futuro, ma per me il futuro è la partita di domani. Ho ancora due anni di contratto, spesso voi (giornalisti, ndr) cercate di fare polemiche dove non ce ne sono».

Il bel gioco non basta più – «A Roma abbiamo creato tantissimo e speso molte energie nel primo tempo, all’intervallo dovevamo essere in vantaggio. Nel secondo tempo abbiamo perso qualità, anche perché nessuna squadra fa novanta minuti come abbiamo fatto noi i primi 45. Loro poi hanno inserito i vari Pellegrini, Mkhitaryan e Veretout, noi con rispetto parlando Juwara e Antov, che sono bravi ma non ancora del tutto pronti. Quindi, dopo non essere riusciti a concretizzare, è normale aver perso. Ai ragazzi ho ribadito che non possiamo accontentarci di giocare bene, bisogna fare punti, anche se continuo a pensare che produrre un buon calcio sia il modo migliore per arrivare ai risultati. Domani però mi interessa solo la vittoria, quando perdo mi rode troppo».

Fiducia in Barrow (tranne che dal dischetto) – «Se domani ci sarà un rigore, di sicuro non lo tirerà lui (sorride, ndr). Consideriamo Musa un giocatore importante e stiamo lavorando su di lui come prima punta: per il momento è meglio da esterno, ma può ricoprire entrambi i ruoli. Se è disponibile Palacio gioca lui centravanti, ma credo che nessuno farà tutte e tre le prossime gare. Non dimentichiamo che ci saranno tre partite in una settimana, qualcosa dovremo per forza cambiare».

Infermeria e rotazioni – «De Silvestri e Skov Olsen stanno bene, vediamo chi giocherà considerando appunto i tre match in sette giorni: salvo situazioni di emergenza, cercheremo di far riposare qualcuno, preservando soprattutto quei giocatori come Palacio che potrebbero perdere di freschezza. Dietro le rotazioni rimangono corte, con De Silvestri e Dijks diffidati, Hickey e Medel fuori e pure Tomiyasu non ancora disponibile. Spazio per Antov? Certo, potrà averne pure lui, dalla panchina o anche dall’inizio».

Pochi gol da calcio piazzato – «Dovremmo senza dubbio sfruttare meglio le punizioni, sia dirette che indirette, che si tratti di calciarle bene o di avere la giusta cattiveria per deviare in rete il pallone. Abbiamo diversi giocatori coi piedi buoni: Orsolini, Sansone, Skov Olsen, Barrow, Vignato… Tutti loro potrebbero fare meglio e avere più voglia di lavorarci su, giorno dopo giorno».

Solo due punti in più dello Spezia – «La prestazione c’è stata praticamente sempre, potevamo invece fare di più in termini di vittorie, ma in generale questo è un campionato strano, basta guardare Cagliari, Parma e Torino a giocarsi la permanenza in A. Si poteva fare meglio, certo, ma non ci siamo mai fatti coinvolgere nella lotta salvezza».

Mille tifosi allo stadio in zona gialla  – «Penso sia arrivato l’uomo giusto, con Draghi si respira di più. A mio avviso si poteva fare anche prima, con i tamponi rapidi e i vari dispositivi di sicurezza, infatti avevo dichiarato che l’Emilia-Romagna era una delle regioni più aperte alle novità. Comunque, se adesso finalmente arriveremo a riaprire un po’ gli stadi andrà già bene, bastano la buona volontà e il coraggio per fare le cose nel modo giusto».